Città italiane in gioco: il bando Playable Bologna

Uomini d’arme e di scienza, giuristi e letterati. La storia di Bologna si lega indissolubilmente alle vicende delle grandi personalità che hanno attraversato, vissuto, influenzato nel corso dei secoli il capoluogo emiliano-romagnolo. Esploratori della cultura, instancabili curiosi, nobili collezionisti e grandi studiosi. Bologna la dotta, con la sua antica università.

Nella fitta rete di trame e narrazioni bolognesi trovano spazio tre illustri personaggi: Ulisse Aldrovandi, Ferdinando Cospi, Luigi Ferdinando Marsili. Di questi nobili cittadini rimane memoria nelle collezioni conservate oggi al Museo Civico Medievale e al Museo di Palazzo Poggi. La loro è una storia a tratti avventurosa, spesso sorprendente: sono figure eclettiche, tenaci appassionati del sapere. Raccontare Aldrovandi, Cospi, Marsili significa raccontare Bologna. E per narrare Bologna non c’è spunto migliore che partire dalle vite di questi tre personaggi e dal patrimonio raccolto in tanti anni di entusiasmante ricerca.

 

Il Museo Civico Medievale

 

Da questa premessa è nato il bando “Bologna si mette in gioco – Playable Bologna”, cofinanziato dal Comune di Bologna e dal Programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea, tramite il progetto Rock (ROCK Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities), che si prefigge l’obiettivo di supportare la rigenerazione dei centri storici attraverso il patrimonio culturale quale potente motore di sviluppo sostenibile e di crescita economica.
Dalla collaborazione tra i Comuni e i luoghi della cultura disseminati sul territorio possono scaturire rilevanti opportunità: per il territorio, che si ritrova al centro di nuove e inedite narrazioni; per gli sviluppatori, che vedono aprirsi un dialogo concreto e tangibile con mondi spesso ritenuti lontani e inaccessibili. L’opera di sensibilizzazione è reciproca: le istituzioni possono così scoprire le potenzialità del linguaggio videoludico; gli sviluppatori espandere le proprie competenze sul fronte della ricerca e dell’accesso alle fonti. Un circolo virtuoso che non preclude la libera iniziativa degli studi di sviluppo quando si tratta di trarre spunto, in ottica commerciale, dalle storie sparse lungo i nostri territori; ma che pone tuttavia in essere uno scambio positivo tra chi tutela e conosce il patrimonio e chi è in grado di plasmare, dal punto di vista tecnico, tale conoscenza. Il bando, non a caso, prevede la possibilità, da parte degli sviluppatori, di effettuare visite guidate all’interno del Museo Civico Medievale e del Museo di Palazzo Poggi, luoghi cittadini carichi di spunti.
All’interno delle sale dei due musei spiccano oggetti affascinanti come il calendario runico, composto da otto tavolette di bosso scolpite e incise su entrambi i lati. Di queste, soltanto sei servivano a indicare i dodici mesi dell’anno, mentre la prima e l’ultima della serie sono adorne di figure e simboli religiosi. O le terre sigillate: terre molto tenere utilizzate principalmente come medicinali. La raccolta di queste terre era spesso preceduta da rituali magico-religiosi; venivano quindi ripulite da materiali estranei, disciolte in acqua e mescolate con succhi vegetali.

 

Il Museo di Palazzo Poggi

 

Non è la prima volta che i musei si ritrovano a confrontarsi con il mondo dei videogiochi (recupera il nostro speciale del 2017). Di recente, il caso di Mi Rasna ha dimostrato l’enorme potenzialità dell’iniziativa privata, che ha poi portato al coinvolgimento di più di cinquanta musei e luoghi della cultura sparsi tra Umbria, Lazio e Toscana. Nel caso specifico di “Bologna si mette in gioco – Playable Bologna” va sottolineato il valore pubblico dell’operazione: aver cioè reso accessibile il bando a una vasta platea di liberi professionisti e imprese, che hanno ora la possibilità di proporre la propria idea e di vedere premiata la propria creatività.
In quest’ottica, IVIPRO ha collaborato con entusiasmo all’iniziativa, fornendo la propria consulenza sia sul fronte della stesura del progetto, sia per quanto riguarda la definizione degli spunti narrativi estrapolati dai due musei coinvolti.